"Di Silvia colpisce la profondità della concentrazione, la splendida versatilità espressa in gesti e movimentazione, e il posizionamento variabile sulla chitarra a seconda delle situazioni, che è attraente sia quando si tratta di tenere la chitarra sulle ginocchia, sia quando ha davanti un table chitarristico da affrontare con metodi non tradizionali.

E. Garzia (2019, notizieemusica.blogspot.com)

THE WHARMERALL:

"Quando suona Terminale radioso, ultima traccia di The Wharmerall di Silvia Cignoli in redazione tutti quanti si guardano negli occhi. Un po' perché il lavoro dell'artista brianzola è, per forza di cose, quanto di più introspettivo, enigmatico e immaginifico sia, per così dire, passato sotto i nostri orecchi e un po' perché il lavoro sonoro a cavallo fra subacqueo e astrale non ci poteva non colpire. Siamo infatti di fronte ad un lavoro che racchiude dentro di sé una qualità impressionante per i suoni che ne sono al tempo stesso il fulcro e il ponte verso un futuro non ancora scritto. Siamo infatti nei dintorni di una musica ambient il quanto più possibile rarefatta e filosofica, in cui Cignoli si muove con la sicurezza della veterana.

Saltellando, come possiamo leggere nel comunicato "fra suoni più organici e suoni inorganici che inghiottono con la loro furiosa densità il reiterato movimento di macchinari metafisici impazziti" Silvia Cignoli ci impressiona praticamente in ogni momento di questo The Wharmerall. Certo non un ascolto semplice, ne siamo consapevoli, in certi momenti un vero e proprio cimento sonico ma che bello mettersi alla prova, lasciarsi inghiottire dalle spire, ora calde come la lava, ora fredde come il ghiaccio artico, di pezzi come Nioto. Con The Wharmellon, Silvia Cignoli ci ha convinto la ragione e rapito il cuore: non potevamo chiedere di meglio." 

M. Nesto (2020, Rockit)

 

“Si parte per un viaggio alla ricerca di scenari abitati dall’avanguardia musicale condotta al cuore dello spettatore. Densità e mutevolezza che viaggiano sulla console per decostruire il suono, far saltare i confini”.

M. Prati (2019, Libertà di Piacenza)

“Sono suoni tutti da assaporare, più di una volta, che tracciano un'ossatura della musica che si confronta con tecniche perfezionate col tempo, frutto di un'osservazione sonora multipla, dalle invenzioni/improvvisazioni trovate sulla chitarra alle sistemazioni di dinamiche e rapporti degli "utensili" posti al suo cospetto. Silvia risulta convincente anche quando non suona.”

E. Garzia (2019, percorsimusicali.eu)

IN/ELEKTRA:

“The project immediately appears really interesting, centered on dark-ambient sounds with the obvious influence of post-rock sounds, aimed at creating surreal and hypnotic atmospheres. "

“ Il progetto appare da subito parecchio interessante, incentrato su sonorità dark-ambient ma dalla palese influenza di sonorità post-rock, finalizzate a creare atmosfere surreali e ipnotiche. “

Marco Del Casale - Rock.it

https://www.rockit.it/recensione/45402/inelektra-shimmering-behaviour

 

There is a mixed sense of restoration of an imaginary, which is quoting, recovering, unearthing what is repressed and seduction for primitive, archaic forms, overcomed by the times. All however is mixed up in an elegant form and with a strong sound and tension, where it is sometimes difficult to understand who is playing what, and that exudes an intense and captivating energy.”

“Qui c’è un senso confuso di una riappropriazione degli immaginari, che di nuovo è citazione, recupero, disseppellimento del rimosso e fascinazione per delle forme primitive, arcaiche, superate dai tempi, che vengono però rimescolate in una forma elegante e con un suono forte, teso, dove a volte è difficile capire chi sta suonando cosa e che trasuda un’energia intensa e accattivante.”

Andrea Aguzzi - NEUGUITARS

https://neuguitars.com/2019/11/18/il-ritorno-delle-cassette-shimmering-behaviour-di-in-elektra-industrial-coast-2019-su-neuguitars-blog/

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